© 2009 Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile Discendenza Piazza del Gesu' - Via Umberto Ricci, 33 00166 Roma

Partecipazione alla Gran∴Loggia∴ del Grande∴Oriente∴Italiano∴ Obbedienza ‘Piazza del Gesù
22 Giorno del 1 Mese del 6025 Anno di V∴L∴
Gli Architettonici Lavori annuali di Gran∴Loggia∴ del Grande∴Oriente∴ Italiano∴ Obbedienza ‘Piazza del Gesù, che tradizionalmente vengono tenuti all’Oriente di Roma, sede legale dell’Obbedienza, per l’annualità corrente hanno avuto svolgimento al giorno 22 marzo 2025 E∴V∴ all’Oriente di Cosenza.
Come ogni Anno la ritualità che ha richiamato numerosi Fratelli Massoni, appartenenti all’Obbedienza, da più regioni d’Italia, per l’adesione partecipata ai preziosi momenti di condivisione fraterna, ha voluto esprimere la propria ratio argomentativa sul tema. ‘I Valori della Tradizione massonica nell’età contemporanea’.
Valori pregnanti, quelli fondativi della Massoneria, quali: la tolleranza, l'uguaglianza, la fratellanza, il libero arbitrio, la solidarietà e la democrazia liberale, che da sempre sono voce e Storia della spiritualità e della idealità Libero Muratoria, riportati, attraverso una metariflessione congiunta, ad essere riattualizzati, all’interno degli odierni schemi culturali nella società del Terzo Millennio, laddove la Massoneria può continuare a svolgere, ancora, la sua funzione di insegnamento morale, proprio facendosi portatrice del patrimonio ideale di solidarietà e coesione, che sono insite nel suo DNA.
Per tale occasione il Ser∴mo e Pot∴mo Gran Maestro∴ del G∴O∴I∴ ‘Piazza del Gesù, Fr∴ Nicola Tucci 3∴ 33° ha porto l’invito ai Lavori, alla Gran Maestra∴ della Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile∴ Discendenza ‘Piazza Del Gesù’, Sr∴ Elisabetta Fatima Porchia 3∴ 33° alfine, della partecipazione Sua e di una delegazione delle Sr∴ dell’Ordine.
Di seguito, si riporta il Saluto all’Assemblea della Gran Maestra∴ e, a seguire, della G∴M∴ vicaria Sr∴ E.L. P. 3∴ 33° e della G∴M∴ aggiunta Sr∴ L. P. 3∴ 33° della G∴L∴I∴S∴F∴



La Gran Maestra Vicaria
La Gran Maestra Aggiunta
La Gran Maestra
Potentissimo e Serenissimo Gran Maestro Fratelli Tutti del Grande Oriente Italiano nelle Vostre Cariche e Dignità. Sorelle e Fratelli Ospiti,
«I valori massonici sono eterni e pertanto più che mai moderni»
La Massoneria oggi più che mai, può essere il filo conduttore, per offrire un contributo essenziale all’Umanità, mettendo in campo Valori rinnovati, seppur pregnanti del loro originario significato etico e morale, come: traendoli dalla storicizzazione dei propri Valori tradizionali, che sono e restano assoluti e perenni e riconvertendoli, nell’attualità, attraverso un pensiero ad ampio respiro che deve situarsi come la conditio sine qua non, verso una osservazione riflessiva e partecipe degli attuali ‘mondi vitali’ dentro ai quali l’Uomo agisce ogni sua azione cognitiva e comportamentale e riproporli, di seguito e con consapevolezza critica dentro una prassi oggettiva, ovvero, applicandoli alle necessità, ai bisogni, alle richieste dell’umanità che vive il proprio oggi. I Valori fondativi della Massoneria riscoperti nell’attualità, e fatti pertanto recepire alla società di questo Terzo Millennio in quanto fondamentali alla riproposta di senso della riaffermazione della dignità umana senza oppressioni, della libertà nell’espressione del libero pensiero, nella creatività generativa di idee e nutrimento delle future generazioni e nel principio della solidarietà. Così come di una rinnovata traduzione, in pratica reale, del rispetto del singolo quanto delle differenze individuali. Costrutti valoriali forti nel rimarcare il principio del riconoscimento della capacità dell’uomo di affermare la sua realtà intrinseca, di essere considerato non soltanto con il riconoscimento a poter compiere scelte autonome, ma anche in quanto Uomo/Energia per poter essere orientato a perseguire il bene e dunque impiegare la sua intrinseca moralità.
La contemporaneità si esplicita nella società liquida , si nutre della propria evanescenza e obsolescenza, offre così poche certezze deontologiche, risultano spenti i richiami alle Virtù e alle qualità morali che devono invece continuare ad essere obiettivi propri di ogni massone.
Occorre allora che l’argomento di riflessione di questa Gran Loggia comporti, per ognuno di noi, un volgersi ad un esame più approfondito riguardo a quello che è la Massoneria, a quanto sta accadendo nel mondo nel quale questa secolare Istituzione è versata e quali misure intraprendere, qualora necessarie, per porre correttivi alle tendenze poco consone di degrado della società e di ignoranza verso la Massoneria. Occorre portare a conoscenza, correggere attualizzarsi in attività per motivare energia ed entusiasmo.
Un mondo assai difficile questo che viviamo, spogliato delle tradizionali certezze; del senso dell’equilibrio e della misura, della mutuità delle relazioni, ed in questo crepuscolarsimo ove regna l’incertezza, svolge una funzione di senso proprio il richiamo massonico di sempre, quello rivolto agli uomini liberi e di buoni costumi, quello che si impara ad apprezzare e a metariflettere seguendo il significato riportato nella rituale liturgia: «scavare oscure e profonde prigioni al vizio, per innalzare templi alla virtù e lavorare al bene e al progresso dell’umanità». Se allora, il miglioramento di sé, inteso nella concezione olistica dell’uomo, in quanto entità, bio-psico-sociale e insito negli insegnamenti massonici di sviluppo morale, intellettuale, e filosofico di ognuno hanno validità dentro la ritualità e fuori, riportati, nello scorrere della vita sociale, occorre per noi massoni ampliare il nostro percorso di miglioramento contribuendo al miglioramento della comunità sociale ponendo all’attenzione di tutti il decoro delle nostre azioni e la forza dei nostri insegnamenti, realizzando la nostra intrinseca missione: renderci utili verso i Fratelli, chiunque essi siano in senso universalistico e non certo particolaristico.
In questo Terzo Millennio - epoca ormai già consumata di ‘villaggio globale’ – occorre riflettere divaricando il tracciato del nostro compasso verso una più ampia circonferenza che consideri un’ottica planetaria del sociale e a considerare l’evidenza di problematiche che non possono essere superate solo in base a soluzioni economico-finanziarie, bensì rilanciando i valori che guidano l’umanità. La Nostra tradizionale etica valoriale. L’attuale contestualizzazione storica va oltre la contemporaneità è risiede dentro la postmodernità. Sono scomparsi i caposaldi dei grandi sistemi di pensiero e Noi invece, avvaloriamo ancor di più i costrutti filosofici paradigmatici dei nostri rituali di ogni grado, ne contempliamo gli ideali, quando a questi, la postmodernità preferisce la frammentazione delle idee, delle relazioni, dei sentimenti, dei principi i quali appaiono del tutto transitori. Noi, pur conservando la Nostra intrinsecità, dobbiamo riproporre una visione ampia del nostro pensiero attraverso azioni, che pur preservando la nostra essenza, vadano ad impattare con postmodernità, che come affermato da illustri studiosi, non riconosce la storia nella sua dinamica, ne vede solo la cronologia di fatti passati, non crede più di poter guardare all’antico direttamente, ma solo in forma mediata. Noi crediamo invece, che il passato non si cancella, né però si può farlo rivivere per come è stato e per il significato che aveva rappresentato in quei dati contesti e in quelle date circostanze, occorre attualizzarlo, ritenendone la validità, rielaborarlo a distanza, attraverso la riproposizione intelligente e salda dei valori medesimi, nella forza della loro stabilità per interagirli in azioni aderenti alle richieste della odierna società e di un rinnovamento necessario. E per quanto esprimo, mi riporto alla parafrasi della metafora che il filosofo Jean-François Lyotard espresse nel 1979 nel suo saggio: ‘La condizione postmoderna’. Egli raffigura la post modernità con l’immagine di nani che si pongono sulle spalle di giganti, come dire: i postmodernismi salgono sulle spalle degli antichi e possono così vedere più lontano, Si elèvano proprio grazie alla grandezza di questi. Ecco, cari Fratelli e Sorelle, Noi siamo coloro che si pongono il fardello sulle spalle, siamo quei giganti! Noi dobbiamo adoperarci per aiutare a vedere, per orientare verso un cambiamento migliorativo. E dunque, la Massoneria deve riprendersi il ruolo primario di poter rilanciare la propria etica valoriale dentro la società, con forza morale e propulsiva; quei valori che sono il suo codice genetico: antichi sì, ma autentici, sacri e universali da ri-situarsi a pieno titolo nella ricostruzione della contemporaneità, potenziando l’Umano come costrutto imprescindibile. Ed è proprio attraverso questa idea di - capitalizzazione del potenziale umano - che la Massoneria deve porsi la sfida dell’affrontare l’attuale società dell’incertezza, per riproporre il concetto umanistico di ‘Comunità’ di centralità dell’Uomo, con esclusione di ogni forma di intolleranza e discriminazione, insito nella propria filosofia e promuovere la solidarietà, l’interculturalità, l’uguaglianza, la prossimità tra le generazioni per un benessere antropico e morale sostenibile, contrapponendo all’incertezza - la certezza della propria idea - che soltanto l’Uomo/Persona ha capacità di costruire un ponte tra montagne divise da un mare fatto di frammentazioni, di età, di condizioni e problemi diversi.
I Massoni - maestri di etica valoriale - devono poter agire per cambiare gli stereotipi e i luoghi comuni di questa società controversa, dove immanenza e passività riflessiva hanno degenerato in rappresentazioni mentali stantie, in giudizi e pregiudizi che toccano e offendono la nostra dignità ed Entità di Istituzione e di Pensiero e hanno fatto sì, che si sedimentasse dentro ad una rigida gabbia di ignoranza e a più livelli di stratificazione il - luogo comune – la “diceria dell’untore” su tutto quanto la Massoneria non è, influenzando negativamente e in maniera trasversale l’immaginario collettivo plurigenerazionale.
E, forse perché sono pervasa sempre da ragionevoli dubbi e cerco di “leggere”, di spiegarmi e dare senso alle dinamiche che a vario titolo influenzano il pensiero degli ordinary people - della gente comune, forse mi sento di dire che dovremmo riconsiderare anche noi, in forma condivisa una analisi approfondita e fuor da luoghi comuni, sui vari perché e quanto l’immagine – diciamo “fantasiosa” ed erronea della Massoneria abbia influito e giocato contro, sulla percezione della stessa da parte dell’opinione pubblica e senza dare per scontata tale cognizione, ma riconoscendone le criticità, altrimenti entreremmo anche noi nel terreno passivizzante delle cosiddette “teorie ingenue”. Qui non si tratta di un – così è, se vi pare – rassegnato, occorre de-costruire, abbattere i pregiudizi.
Maggiore apertura alla società allora – comunicando - facendo conoscere all'esterno la natura e le finalità autentiche della Libera Muratoria; per affrontare sfide che rafforzino l’importanza della nostra Istituzione da parte della Comunità e lavorando per il progresso, promuovendo la resilienza e il cambiamento positivo. Credo che i nostri valori siano un ingranaggio fondamentale della tenuta sociale, nella difesa dei diritti dei più fragili nell’alveo della fratellanza e della appartenenza universale, tenendo punto fermo la Tradizione, non culto del passato ma tradizione come contrassegno – Essere per divenire. Trasmissione e continuità da rielaborarsi nel vissuto della cultura.
Sr∴ E.L. P. 3∴ 33°
Potentissimo e Serenissimo Gran Maestro Fratelli Tutti del Grande Oriente Italiano nelle Vostre Cariche e Dignità. Sorelle e Fratelli Ospiti,
Intanto è necessario ringraziare...
Ma partiamo dall’inizio... I valori della tradizione massonica:
- Valore: Misura non comune delle doti morali e intellettuali, o della capacità specifiche nell'ambito professionale
-Tradizione: Il complesso delle memorie, notizie e testimonianze trasmesse da una generazione all'altra.
Questa è la lingua italiana, ciò che ricopio dai nostri dizionari, ma ho detto che sento il bisogno di ringraziarvi, per l’ospitalità, mai scontata quando si tratta di aprire i Templi, perché chi apre i templi apre il proprio cuore, la parte più intima di sé, perché la Massoneria è la sfumatura più nascosta del nostro essere, è quella più reale, perché la Massoneria non ci consente nascondigli, ma Vi ringrazio anche perché se abbiamo provato a spiegare in infiniti modi il tema di oggi, il valore della tradizione massonica può avere un’immagine e l’immagine è quella che possiamo fotografe oggi nei nostri ricordi più belli. Siete voi come Grande Oriente Italiano, per certi versi grazie a Voi siamo anche un po’ noi come Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile, perché avete costruito una storia, fatta di numeri, anni che passano, qualcosa di bello da lasciare, da tramandare, lasciare nelle mani, quindi i valori che raccontiamo siamo tutti noi in ciò che custodiamo e condividiamo nella Loggia e lasceremo un giorno a qualcun altro. Grazie, per averci onorato di poter essere in questa istantanea che racconta la perseveranza di un Gran Maestro e il lavoro costante dell’insieme. Perché è vero che la tradizione ci libera dal doverci inventare qualcosa... è tutto già scritto, ma per portare avanti i valori sulle quasi si fonda la storia dell’istituzione oltre a ciò che si tramanda è necessario che ci sia qualcuno che sia in possesso non solo dei simboli, dei rituali, di quello che ci tramandiamo ma anche di qualche Verità divina da trasmettere a qualche soggetto “zero” meritevole di conoscerla. Per scintilla Divina non si intende la cultura eccelsa e solo la dottrina che comunque è necessaria, ma il Divino risiede nella capacità di comprendere che tutto ciò che abbiamo raccontato e racconteremo oggi risiede dentro di noi e da noi deve partire, attraverso la spinta e la forza del credere in ciò che facciamo.
Cerchiamo di essere più chiari come una camera con degli apprendisti ci richiede:
noi arriviamo qui perché siamo il “soggetto zero” meritevole di conoscere i valori della tradizione massonica e tutto il pacchetto, il segreto di tutto quello che faremo ce lo rivelano subito, all’iniziazione: “Noi siamo qui per scavare oscure e profonde prigioni al vizio e lavorare al bene ed al Progresso dell’Umanità.”
Come scaviamo? Come progrediamo? Attraverso lo sviluppo dei valori che sono alla base della tradizione massonica che nessuno si inventa, sono qui da secoli, quali Libertà, Fratellanza, Uguaglianza, Tolleranza, Umiltà ... ecc ecc ecc
Che sviluppiamo come? Attraverso lo studio della simbologia, dei riti...
Adesso se io dimentico questi dodici anni di Massoneria e tutto quello che ho imparato, e credetemi che ci vuole molto poco e decido di farlo e mi siedo ipoteticamente alla colonna degli apprendisti ed ascolto tutto, un po’ di confusione nel vostro dire come apprendista ma a prescindere dal grado la state provocando in me... capite che se io sono un apprendista obbligato anche al silenzio, un po’ mi sembra tutto assolutamente impensabile, se poi ci aggiungiamo tutto quello che noi credevamo potesse essere la massoneria prima di entrare in massoneria, il conflitto è dietro l’angolo.
Anche perché intanto dovremmo ricordare una cosa a tutti noi, nel valore dell’umiltà che ci vuole tutti ben ancorati al nostro essere apprendisti, noi come apprendisti siamo già parte integrante del tutto: la nostra iniziazione ci rende subito protagonisti, passando da profani a “Tu sei mia Sorella”, piuttosto che: “ti inizio, ti creo e ti costituisco..” quindi io sono il soggetto zero gentilmente iniziato e già massone e mi viene detto: lavora, impara, persevera, solo così comprenderai e riuscirai a lavorare sulla pietra grezza.
Quindi noi parliamo di libertà e siamo liberi? Parliamo di fratellanza e siamo fratelli? Frequentiamo i lavori parliamo di tolleranza ed io vi tollero, no! Obiettivamente no, non sempre...
Intanto quello che noi comprendiamo della Massoneria, soprattutto all’inizio, è quello che potremo dire anche noi, quello nel quale ci riconosciamo, e da quando soprattutto sono Venerabile mi pongo una domanda “Cosa fa dire ai Fratelli e alle Sorelle che è stata una bella tornata uscendo dopo una riunione della mia Loggia o di questa Gran Loggia di oggi o in generale in ogni camera e grado di appartenenza?” Che insegnamento mi porto fuori per lavorare al bene ed al progresso dell’umanità dove davvero bisogna farlo, ovvero fuori da qui?
Sicuramente tutti gli insegnamenti di oggi del SPGM ad esempio “la Massoneria resta dove tutto passa, rimanendo onesta con l’esempio al di fuori...” oppure “non esiste un massone che non creda in ciò che fa...”
io aggiungo di chiederci in cosa crediamo e non cosa ci aspettiamo, la differenza è necessario individuarla.
Il senso del mio sedermi accanto agli apprendisti simbolicamente, intanto perché credo che essi siano l’ago della bilancia che porta l’equilibrio della Loggia, che racconta il lavoro che stiamo facendo come Maestri e guide, è un po’ anche il senso di quello che avrei voluto dirvi oggi e ho provato a dire come sempre senza grandi successi ma con molta volontà: noi possiamo raccontare un sacco di cose, spiegare dettagliatamente tutti i valori della tradizione massonica e voi l’avete fatto in maniera egregia e lo continuerete a fare, io sono la pausa non vogliatemene, ma non c’è nulla di più chiaro di prendere per mano fraternamente il soggetto zero che arriva e dirgli: “All’inizio sarai confuso, spaesato, impreparato, inconsapevole, ma davvero se ascolti quello che vivi e guardi le azioni del Fratello giusto che diventa il tuo esempio e la tua guida, imparerai ad essere libero, perché scoprirai il prezzo della libertà, imparerai ad essere mio Fratello, perché scoprirai la bellezza di un sentimento che ci lega nella scelta fatta consapevolmente, liberamente e spontaneamente, imparerai che essere uguali nelle possibilità ci lascia un posto per entrambi, senza bisogno di dovermi mettere al posto tuo, imparerai che ciò che ti ha reso massone non è stata la tua iniziazione, quella si chiama ritualità, lo sei diventato o lo diventerai quando la scintilla che ti ha portato a bussare sarà Fuoco che arde d’amore per la scelta fatta e per i tuoi Fratelli e le tue Sorelle”, quello farà la differenza tra chi parla di valori della tradizione massonica e chi vive di valori senza bisogno di parlare troppo.
Pitagora del resto comunicava ai suoi discepoli significati molteplici e complessi in modo simbolico, come fossero scintille della verità solo per coloro che erano in grado di mutarle in fuoco, Vi auguro di saper mutare gli insegnamenti di oggi in fuoco che arde fuori da qui, qui dentro siamo solo tradizione e rituali già scritti, ma i valori ed i simboli sono nelle nostre virtù da portare fuori.
Sr∴ L. P. 3∴ 33°
Potentissimo e Serenissimo Gran Maestro
Fratelli Tutti del Grande Oriente Italiano nelle Vostre Cariche e Dignità Sorelle e Fratelli Ospiti,
Puntuali al nostro appuntamento nel partecipare con piacere e onore ai Lavori pomeridiani della Vostra Gran Loggia annuale, porgiamo innanzitutto un ringraziamento affettuoso per l’invito che a Noi riservate.
È sempre, questo, un momento estremamente coinvolgente nel quale possiamo godere dello scambio di idee, opinioni, trattazioni su argomenti di cui ci alimentiamo nel Nostro quotidiano vivere la Massoneria.
Lo spunto sulla discussione che oggi ci è stato offerto ci ha portato a considerare e riflettere sulla attualità dei valori fondanti della Tradizione massonica che, oggi come ieri, consideriamo colonne portanti del Tempio Interiore di ognuno di Noi.
La Tradizione, che rappresenta la Storia di questa Istituzione, permane il punto di riferimento preciso su cui si muove il mondo massonico e, nonostante i secoli, le evoluzioni culturali e sociali che tendono a modificare gli atteggiamenti umani, ci ritroviamo oggi nel lento ma progressivo muoversi della Massoneria, a interfacciarci sempre con i concetti base, cardini principali di tutta l’Opera; Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, dai quali derivano tutti i Valori ai quali ci ispiriamo: rispetto della persona, tolleranza, giustizia, onestà, lealtà, fedeltà, moralità e quant’altro ancora serve per la formazione elevata dell’Uomo.
È chiaro che i Valori che si propugnano devono avere come matrice l’esempio, che conduce ogni Massone a perseguire gli insegnamenti perché non rimanga sterile quanto viene offerto con le parole.
È molto difficile, realizzare pienamente ciò che all’apparenza sembra facile e scontato, specie quando parliamo di ‘Fratellanza’ il quale termine viene, a volte. frainteso nel significato e nell’applicazione pratica. Intanto, comprendiamo che la Massoneria non è una setta, per cui ne consegue che la Fratellanza che lega gli adepti, non si identifica nella pretesa di favoritismi a danno di chi non è fratello. Non è complicità, non è compagnaggio; perché il legame che deve esserci tra i Fratelli, è un legame spirituale che affonda le sue radici nel momento iniziatico. Gli equivoci che nascono, alcune volte, per il senso racchiuso nel termine ‘fratellanza’, deviano tutta l’opera di formazione massonica che invece, dovrebbe tendere alla comprensione del considerare la fratellanza in quanto concetto vasto e compiuto e che va ben oltre i confini della Loggia.
È proprio con lo spirito di questa Fratellanza, ad ampio respiro che Noi, Donne della Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile siamo qui, nella condivisione di una Massoneria che debba essere applicata nei Valori della Tradizione sì, dentro ma, soprattutto fuori dal Tempio massonico.
Abbiamo parlato di Tradizione e di presenza femminile, dando per scontato che Noi Donne, siamo parte integrante di una Tradizione che ci ha sempre viste protagoniste, dalle Logge di Adozione sino ad oggi, anzi per meglio dire, la Donna da sempre è stata considerata nel mondo esoterico e nelle varie Religioni quale tramite tra il divino e l’umano. E comunque, in questa Tradizione Noi, come Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile abbiamo accontentato anche gli integralisti irriducibili, rimanendo un corpo distinto nei Lavori Loggiali rispetto a quello maschile; nascendo nel Grande Oriente Italiano Obbedienza ‘Piazza del Gesù’ come ‘Ordine delle Sorelle del Nilo’ e a seguito di un Loro imprimatur divenendo poi, ‘Gran Loggia’ nell’Ordine e Supremo Consiglio nel R∴ S∴ A∴ A∴
Per Noi resta sempre aperta la porta dei Nostri Templi per accogliere i Fratelli visitatori quando e se, gradiscono partecipare ai Nostri Architettonici Lavori e comunque, sempre, nella considerazione che è un privilegio essere accolti ed è un dovere portare rispetto. Siamo consce della certezza che, arriverà il giorno in cui alcuni pregiudizi inevitabilmente cadranno, perché ancora oggi tra le Obbedienze Tutte e non solo, serpeggia la competizione che porta, inevitabilmente, a svalutare tutti gli altri, quando, invece, sotto il cielo stellato Tutti gli iniziati sono uguali. Cambiano le burocrazie, ma l’Opera del Massone è uguale sempre, in tutti i Templi del mondo.
In attesa che quel giorno si compia, diamo tutti Noi un segnale di buona volontà, considerando il meglio da parte di chi si prodiga per il bene della Massoneria per far crescere l’Istituzione e facendo Nostro il motto di Voltaire, il quale invitava tutti i Fratelli a rispettare le altrui idee combattendo anche, per la loro affermazione, pur a volte non condividendole, poiché nessuno di Noi in assoluto può sentirsi depositario della Verità.
È questo, un monito di umiltà e di rispetto che ognuno di Noi non deve mai dimenticare
Un Augurio e un Abbraccio a Tutti dalla Vostra Sorella
Elisabetta Fatima Porchia 3∴ 33°
La fratellanza è, non v’ha dubbio, la base d’ogni società, la condizione di ogni progresso.
(Giuseppe Mazzini)
News sul sito del Grande Oriente Italiano
https://grandeorienteitaliano.it/cosenza-22-marzo-2025-e-v-gran-loggia-nazionale/
1 Dicembre 2024 E .'. V .'.

Questa data è sempre stata per la Gran Loggia italiana Scozzese Femminile il racconto di nuovi inizi, sin dal 2001, quando venne costituita, per volere della Ser. ma e Pot.ma Gran Maestra Sr.'. Elisabetta Fatima Porchia 3.'. 33° e di tutte le Sorelle accanto a Lei in quel tempo, proprio in quella data questa nuova Obbedienza al femminile, grazie al sostegno burocratico e fraterno del Grande Oriente Italiano, Obbedienza Piazza del Gesù, che ha sempre dimostrato, a partire dal sentire dell'allora in carica Ser.mo e Pot.mo Gran Maestro Fr .'. Franco Cozzarelli 3.'. 33° e di tutti i Fratelli appartenti all'Obbedienza, vicinanza e stima nei confronti di quelle Donne che hanno voluto creare una loro identità, indipendente dai Fratelli, nel percorso massonico.
A ventitrè anni da quella grande conquista, che continua a vedere il Grande Oriente Italiano vicino alla Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile, il Ser.mo e Pot.mo Gran Maestro Fr.'. Nicola Tucci 3.'. 33°, ha voluto confermare questo legame e questa stima nei confronti di quelle Donne che continuano a lavorare per il bene ed il progresso dell'Umanità, proprio il 1° Dicembre 2024, quando si è tenuto l'innalzamento delle Colonne di una nuova Loggia Femminile, all'Oriente di Lamezia Terme, territorio che ha visto nascere e crescere la Gran Maestra, lametina di origine e cosentina di adozione, n°135, con il Titolo Distintivo Virginia Tucci, nome della figlia del Gran Maestro, scomparsa prematuramente, che pone il sigillo sul legame, sulla vicinanza, la volontà di voler sostenere attraverso amore paterno oltre che fraterno, le Sorelle tutte che hanno scelto di portare avanti un percorso massonico per il bene ed il progresso di loro stesse e dell'Umanità.
Titolo distintivo di cui le Sorelle appartenenti alla Loggia si sono da subito sentite onorate, come spiegato già nel saluto iniziale dalla Gran Maestra, legata al Gran Maestro nel percorso massonico ed anche nella vita:
"...Tutto ciò che vorrei dirvi è racchiuso in questo nome, ma voglio limitare il mio intervento su ciò che da oggi dovrà essere e rappresentare questa Loggia perché sulla sua storia, su ciò che ci ha portato a tanto ci sarà chi lo farà al mio posto e con più diritto di me.
Su questo voglio solo che sappiate che le parole che vorrei dire ma non dirò sono scolpite nel mio cuore perché fanno parte della storia della mia vita, oltre che di una storia massonica perché io c'ero e ho vissuto quei momenti, non me li hanno raccontati e racchiudono ricordi molto tristi.
Sono qui, perciò, con gioia per augurare a tutte voi sorelle di questa nuova Loggia un cammino all'insegna dell'armonia, della serenità, della consapevolezza di tenere alto un nome così prezioso nel ricordo di tutti, è sicuramente un onore ma anche un grande peso da sostenere.
Sono comunque certa che metterete tutto l'impegno e l'entusiasmo che vi ha portato oggi in questo Tempio per seminare il fiore che è simbolo della Loggia e che non dovrà appassire.
Vi ho insegnato ad essere libere, godendo di quella libertà guidata dalle regole perché non diventi libertinaggio.
In piena libertà avete deciso di intraprendere questa nuova avventura che possa diventare un momento di crescita per ognuna di voi.
Grazie a voi sorelle tutte
della nostra obbedienza, senza il vostro aiuto nulla si sarebbe realizzato di tutto ciò.
Grazie alla sorella Lucia perché ha sempre compreso il mio parlare e si è alimentata della linfa vitale dei rami della Grande Quercia.
Grazie a te Gran Maestro fratello Nicola per tutto ciò che mi hai insegnato e per l'amore che dimostri alle sorelle.
Grazie a tutti voi fratelli, anche a quelli che non sono presenti e grazie infine a te Aldo Leone fratello e figlio che dal giorno della nostra iniziazione avvenuta a Napoli tanto tempo fa e che abbiamo vissuto insieme, per esserci oggi come ieri vicino a Noi col cuore e con la nobiltà del tuo fare nel mondo della fratellanza.
"...Grazie alla Nostra Gran Maestra, qui l’elenco sarebbe infinito, in una lettera che oggi le ho fatto recapitare le ho scritto molte cose, ma se dovessi dirvene una è:
Auguri a tutti, ad Maiora semper."
Dopo la ritualità di installazione della Nuova Loggia, diretta nei lavori inizialmente dal Ser.mo e Pot.mo Gran Maestro, che ha poi posto il suo discorso sull'importanza del proselitismo e del senso di appartenenza, le Sorelle hanno proseguito i lavori portando il Loggia parole di riconoscenza verso i Fratelli e verso loro stesse, riconoscendo nell'essere lì il frutto del loro lavoro e promettendo dedizione nel far crescere nei numeri e nella conoscenza questo nuovo fiore nel prato infinito della Massoneria al femminile.
Ha poi concluso questa giornata di giubilo la Maestra Venerabile Sr.'. Lucia Pesiri 3.'. con un intervento che ha raccontato una grande emozione ed una grande dedizione per la massoneria e la scelta fatta, oltre che infinita riconoscenza nei confronti di chi ha visto in lei la persona giusta per un cammino complesso come quello di guida di una Loggia.
Di seguito una parte del discorso della MV, per ricordare l'importanza di dire Grazie, di non dimenticare le guide e la capacità di custodire l'umiltà, che la Massoneria aiuta a coltivare:
“La tua Luce è inarrivabile, è sciocco anche pensarlo, grazie per non averla lasciata mai solo per te, ma averla donata a tutte noi e grazie soprattutto per aver trovato la mia scintilla e averla alimentata sempre, soprattutto molto prima di me...”
Grazie al GM, potrei dire anche qui molto di questi 12 anni, 12 anni di consigli, sempre dati con una certa incisività, ma posso solo dire che oggi il rapporto padre-figlia, che a me manca molto, è ritornato a splendere nella mia vita in un giorno così importante grazie a voi e grazie ad una frase soprattutto che qualche giorno fa mi avete detto: “Tu stai vicino a me, ti guido io, non devi fare altro...” una frase così l’avrebbe detta solo mio padre o, in alternativa, un padre che oggi fa rinascere Virginia attraverso tutto questo, allora grazie anche a Virginia che da lassù ha guidato suo padre e gli ha consentito di donare tutta la vita per qualcosa che ama e l’amore non muore mai." A seguire, dopo la chiusura dei lavori, fraternamente fuori dai templi, ci si è confrontati sul lavoro futuro, in un 1° dicembre che ha dato inizio ad un'altra storia nella storia.


9 Giugno 2024 E.'. V.'.
Si terrà nel posto noto ai soli Figli della Vedova, il IX giorno del IV mese del 6024 Anno di V.'. L.'., la Celebrazione Rituale del Solstizio d'Estate, nella simbologia del Sole: Fonte della Creatività, Luce della Saggezza, Creatore della Bellezza, Ispiratore dell'Intuizione, del Magnetismo e della Conoscenza, oltre che nella figura di San Giovanni Battista, suo Patrono, essendo Egli colui che ha consacrato tutta la sua vita e la sua esistenza al compito di aprire gli occhi delle genti alla Luce che è brillata nelle tenebre, Uomo che a questo percorso è rimasto fedele sino alla morte.
Seguirà Agape Fraterna a conclusione di un viaggio esoterico di tutte le Sorelle della Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile nella simbologia della Luce, del ciclo delle stagioni, che racconterà il momento in cui il Sole, lungo il tropico del Cancro, a mezzogiorno, raggiungerà lo Zenith ed i suoi raggi cadranno perpendicolarmente sulla terra permettendo il maggior numero di ore di luce, auspicando che Ognuna di elle possa custodire questa Luce e portarla nel mondo per il bene ed il progresso della Patria e dell'Umanità, oltre che di se stessa.

Era il primo giorno di Dicembre di 20 anni fa E .: V.: quando venne costituita la Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile, discendenza Piazza del Gesù.
Ciò avvenne a seguito dell'abrogazione dell' art. 11 della Costituzione da parte del Grande Oriente Italiano, scelta che autorizzava le Proprie Sorelle a costituire una propria Obbedienza, di sole Donne, quelle donne, come disse in occasione della celebrazione del decennale la Gran Maestra Elisabetta Fatima Porchia 3.: 33°:
"...oneste, di sani principi, libere da pregiudizi, superstizioni e tabù che cercano di ispirare ogni loro atto ed atteggiamento unicamente alla propria coscienza, come al cospetto di un giudice imparziale e severo".
A seguito dell'epidemia che sta limitando il lavoro massonico presso i Templi e condizionando ogni possibilità di ritrovarsi, il 1° Dicembre 2021 E.: V.: non si è celebrato il ventennale ma, quelle Sorelle, consapevoli di quanto la Gran Maestra e loro stesse, con umiltà, anelando al miglioramento, convinte che in Massoneria si entri per ricevere la Luce, ma anche e soprattutto per donarne all'Umanità, ancor di più in questo presente così tormentato, hanno deciso di non lasciare passare in sordina un traguardo tanto inaspettato quanto meritato, organizzando per Domenica 16 Gennaio 2022 E.: V.: una Tornata, in presenza per le sole cariche indispensabili ad aprire i Lavori in Camera di Apprendista e da remoto per tutte le altre Iniziate, dove verrà esposto quanto è stato fatto, non sempre di così semplice, per arrivare a possedere quella Libertà, quell’Equità di Diritti e Doveri, conquistata sul campo, per poter sedere agli stessi scanni degli Uomini, utilizzare gli stessi Rituali e portare avanti gli stessi Principi, con pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta ed irremovibile Volontà, con tenacia, con consapevolezza che le Donne, in Massoneria, avessero, ed hanno, infiniti motivi per esserci.

3 Marzo 2019
Con grande orgoglio ed infinità umiltà, valore su cui spesso pone l'accento la Nostra Gran Maestra in Carica Elisabetta Fatima Porchia 3.'. 33°, in data 3 Marzo 2019, nella sala congressi dell'Hotel Ariha di Rende (CS) gremita di Fratelli e Sorelle, ma anche di numerosi profani sempre più desiderosi di interfacciarsi con la nostra realtà, si è presentato il primo Libro del Grande Oriente Italiano, Obbedienza Piazza del Gesù, per volere in primis del suo Serenissimo e Potentissimo Gran Maestro Fr. Nicola Tucci 3.'. 33°, che ha aperto il convegno con un interessante e chiaro intervento sul tema "il Ruolo della Massoneria nella società moderna", sono seguiti i saluti dell'editore Falco Michele, ed i contributi dei relatori quali il Prof. Gian Pietro Calabrò, la Dott.ssa Simonetta Costanzo, il giornalista Guido Scarpino, il tutto magistralmente moderato dalla dott.ssa Emilia Luigia Pulitanò.
Di seguito l'intervento al convegno della Serenissima e Potentissima Gran Maestra della Gran Loggia Italiana Scozzese Femminile Sr.'. Elisabetta Fatima Porchia 3.'. 33°, che ha dato modo di far conoscere la nostra realtà con una lunga intervista riportata sul libro "Il mistero Massonico" pregna di amore per l'Istituzione, grande saggezza, innata umiltà e validi contenuti.
INTERVENTO
"Il tema del convegno, che apre un discorso sull’attualità della Massoneria e su ciò che rimane immutabile e sempre attuale nei suoi contenuti nelle sue finalità, non fa che ribadire ulteriormente ciò che per noi addetti ai lavori è scontato, cioè che nulla di ciò che ci è stato tramandato va disperso, ma deve essere incanalato e rivisitato per dare una luce più fresca e nuova a tutto lo splendore massonico.
Il libro che viene presentato nell’ambito di questo convegno, vuole raccontare solo la storia di un’Obbedienza in un momento in cui nel panorama massonico, tante e più di tante, sono le obbedienze che fioriscono ogni giorno nel prato verde della Massoneria.
Lo scopo è di far capire cos’è la tradizione, far capire che nulla si può inventare dall’oggi al domani in questo ambito; se il sapore deve essere quello di autentica massoneria, attraverso un excursus storico ben delineato nell’interno del libro dove si chiarisce anche la posizione della donna, da sempre pomo della discordia anche tra le varie obbedienze massoniche; ma noi donne che rappresentiamo già una realtà consolidata, vogliamo solo continuare a completare quel microcosmo che la persona umana rappresenta anche nella Loggia Massonica, senza clamore, in silenzio, con modestia e senso del dovere.
Le metafore che si usano molto spesso in Massoneria descrivono il lavoro dei componenti le Logge come un cammino arduo, difficile da compiere, perché carico di ostacoli, di impedimenti, dove il Massone deve lavorare su se stesso per sgrossare quella pietra che rappresenta la propria persona, allontanandosi sempre di più da tutto ciò che limita il perfezionamento, perseguendo una morale che prevede il rispetto di ogni essere umano, della sua libertà e cercando di applicare quanto più possibile il criterio dell’equità, per rendere tutti uguali davanti ai diritti ed ai doveri.
In tutto questo, la Massoneria è sempre stata ferma e chiara nel richiedere qualità e propensione dell’animo ai suoi componenti per raggiungere queste finalità e per acquisire quei valori che da sempre costituiscono i pilastri che reggono la Loggia Massonica e che, ancora oggi a distanza di secoli, rappresentano per l’uomo moderno un faro di luce da perseguire, una speranza sempre più attuale di vita migliore per le generazioni che verranno.
La Massoneria è una scuola di vita più che mai moderna ed attuale, perché abitua l’uomo a sapersi interfacciare con i suoi simili, con quella giusta dose di tolleranza, che consente ad ognuno di potersi esprimere in piena libertà, sapendo di non essere giudicato, ma accettato, anche se non compreso a volte.
Come una tartaruga, lentamente la Massoneria percorre la strada del tempo, senza fretta, ma inesorabilmente tende a progredire per adeguarsi ai tempi.
In tutto questo cammino, la donna ha affiancato mano mano l’uomo.
Non è partita insieme a lui.
Un lungo tratto di strada era già stato percorso dall’uomo, ma lei sta cercando di recuperare il tempo perduto per potersi interfacciare con lui in maniera sempre più consapevole.
La sua presenza, anche se potrebbe sembrare secondaria è, oggi più che mai, fondamentale, perché racchiude lo spirito della tradizione in quanto immagine della Madre Sacra per eccellenza e di tutte le Sacerdotesse che, fin dei tempi remoti, sono state il tramite tra l’umano e il divino e, soprattutto, immagine del nuovo in quanto contribuisce a creare armonia e offrire la propria sensibilità ed intuizione: doti prettamente femminili.
Tutto ciò nelle Logge serve perché il mondo si avvia inesorabilmente verso un’aridità di sentimenti e di palese egocentrismi.
Ogni uomo tende a chiudersi in solitudine, preso com’è dalla frenesia della vita moderna che non dà più spazio ai rapporti.
Coltiviamo ed alimentiamo la figura e la presenza della donna in associazioni come quelle massoniche, da ciò si può trarre solo beneficio, poi vivere in Loggia con i Fratelli o vivere un percorso da sole può essere secondario come problema, perché è importante arrivare ad un fine ultimo, tutto il resto è metodologia, anche se dal mio punto di vista e dalla mia esperienza, ritengo che le donne ancora debbano lavorare da sole, per recuperare quel tempo, quello spazio, quella strada che gli uomini hanno avuto la fortuna di utilizzare prima di noi.
In conclusione, vorrei esprimere questo mio personalissimo pensiero. In Massoneria la risposta più significativa che si possa offrire a chi domanda - “Chi siete”?; “Cosa fate nei Templi?”; “Non siete anacronistici con le vostre ritualità?” La risposta è una soltanto: quella che ognuno di noi, offre ogni giorno con l’esempio dei propri comportamenti e nella propria vita.
-La quercia chiese al mandorlo: “Parlami di Dio…”e il Mandorlo, fiorì.-
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