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A quante bussano ai nostri Templi richiedendoci di associarsi a noi, di unirsi alla Libera Muratoria Femminile, si chiede la sola capacità di essere sostanzialmente ‘umile’, mai prova di fiducia, né servile, né vile. Quindi ci si rivolge a colore che, consapevole della miserevole precarietà umana, sollevano il capo tenendo lo sguardo al di sopra del fango, delle lordure e delle banalità che rattristano il cammino della vita, anelando al miglioramento o comunque alla ricerca d’una via.

La Massoneria è un’associazione elitaria, creata per quanti essa definisce tradizionalmente ‘uomini liberi e di buoni costumi’, ossia donne desiderose di migliorare e far progredire l’Umanità attraverso il miglioramento del singolo, a cominciare da se stesse.

Nella fattispecie essa sceglie tra le donne oneste, di sani principi, libere da pregiudizi, superstizioni e tabù, che cerchino di ispirare ogni loro atto ed atteggiamento unicamente alla propria coscienza, come al cospetto di un giudice imparziale e severo.

In quanto società iniziatica, la Libera Muratoria insegna a conoscere se stessi (nosce te ipsum) per combattere i propri difetti, tollerare, cioè rispettare le idee altrui professate in buona fede.

In quanto scuola di vita, incita a non fare agli altri quello che non si vorrebbe fosse fatto a noi stessi.

Non intendiamo però creare delle sante, cioè delle donne perfette. Siamo convinte dell’incapacità umana di conseguire la perfezione, ma la Massoneria opera per la sua perfettibilità, possiamo quindi definire la Libera Muratoria senza ombra di dubbio alcuno, l’Arte del Possibile.

La Massoneria è la scuola del relativo e dell’assoluto, che ha principi fondamentali dai quali non può derogare, nonché adattamenti che la autorizzano e la consigliano all’inserimento in ogni campo della necessità umana.

In primo luogo la ‘Libertà’, affinché tutti gli esseri umani godano della soddisfazione di poter liberamente esprimere opinioni, sentimenti e propositi, senza alcuno spauracchio di severe repressioni o di pesanti sanzioni.

In secondo luogo la ‘Fraternità’, mai intesa come degnazione, beneficienza o filantropia, bensì come dovere assoluto, cui corrisponda come contropartita un diritto assicurato.

In terzo luogo la ‘Giustizia’, intesa come animo, questo, che non arresta mai la propria attività. Essa non si rimpicciolisce nel criterio dell’utile, ma deve essere sovrana in quello dell’ottimo, anche se dovesse urtare contro gli egoismi individuali. La Legge non è un Diritto, e la Libera Muratoria è decisamente per il Diritto anche, qualora occorra, contro la legge.

In quarto luogo la ‘Tolleranza’, quando si sostiene che la Massoneria è antireligiosa o anticlericale, viene espresso un giudizio infondato, offensivo e del tutto errato. Il rispetto assoluto da essa ripetutamente proclamato nei confronti di tutte le religioni è la solenne smentita di tale ignobile accusa e rappresenta un principio filosofico di altissimo valore sociale. Le religioni sono molte, lo stesso cristianesimo non è riuscito a mantenere compatto il proprio ceppo. Esse si sono adeguate a necessità ambientali, di riflessività, di temperamento, non sapendosi staccare dalle loro tradizioni, ed ognuna di esse pensa di rappresentare la Verità assoluta.

La Massoneria incita i suoi adepti alla ricerca di tale Verità, cosciente che il piccolo essere umano non sia in condizione di possederla: credere di possedere la Verità è un atto di presunzione che l’Istituzione non può contrastare. Ma la Libera Muratoria non si rivolge ai veri atei, anzi essa opera alla ‘Gloria del Grande Architetto dell’Universo’, nel quale adombra il Principio Universale di ogni Fede. Non si occupa affatto dei singoli credo religiosi che i suoi membri intendano professare. Essa distingue infatti la Religiosità, intesa come ispirazione spirituale comune a tutti gli uomini, anche se si dichiarano miscredenti, dalle Religioni, concezioni umanizzate in istituti e norme aventi sempre il carattere di relativo. La Massoneria, pur essendo permeata di religiosità, non è una religione per cui è semplicemente assurdo accusarla di rappresentare un’alternativa, e tanto meno una competitrice, di qualsivoglia credenza. Con il Grande Architetto dell’Universo, essa non pretende di intrattenere un rapporto di fede, in cui vi sia posto costante per il dubbio, ma di assoluta ‘Certezza’, per citare Jung: “prima credevo, ora so”.

Tale certezza è germogliata nell’essere umano con il pensiero analogico, da cui discende l’intuizione, non intesa come fiuto, lampo di genio od intelligenza sottile, ma come pensiero ordinario, diretto, attraverso il quale l’essere umano acquisisce quelle certezze che il pensiero pragmatico o logico mai gli potrebbe fornire. Per un chiarimento concettuale, è forse opportuno semplificare mediante un esempio.

Questi sono i precetti della Libera Muratoria e questi sono i valori che Noi professiamo e diffondiamo ogni giorno dal momento in cui abbiamo avuto la Luce; apparteniamo alla Grande Famiglia e senza ‘ma’ siamo donne libere, oneste  e prive di pregiudizi, così come essa impone ad ogni Iniziato.

In noi c’è la volontà assoluta di percorrere una via, un metodo, uno stile, una filosofia, che la storia attesta aver influenzato milioni di individui i quali, attraverso la semplice applicazione di quanto appreso nella Loggia, hanno saputo irradiare sull’Umanità intera la loro Luce pedagogica in tutti i campi dello scibile e dell’azione umana. 


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