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   La Gran Maestra

        Elisabetta Fatima Porchia 3.•°. 33•° 

    ci dedica qualche riflessione  

Indifferenza 

La luna ha molte facce che il sole non scorge,
Perché lei si mostra solo di notte mentre lui la ignora... 
Intento com'è a riprendere le forze spese di giorno per essere e rimanere l'unico astro splendente del cielo... 
E così dalla notte dei tempi la luna esprime il suo disappunto, cambiando forma continuamente. 
Tutto questo appare immutabile ai comuni mortali ma, quando qualcuno alza gli occhi al cielo e raccoglie il canto di dolore della luna e se ne innamora, trasforma il tutto in eterna e struggente poesia... 

Ed il sole continua a non accorgersi di niente... Chi si sente "un sole" pensa di poter fare a meno dell'universo. 

Fratellanza 

Nessuna forza è più grande dell'amore. 

Nessun uomo riesce a costruire, ad edificare alcun Tempio se dentro al suo cuore non arde questa fiamma. 

Tutto è vano, niente rimane, nessuno si ricorderà più di te se non hai condiviso le gioie ed il dolore degli altri, se hai vissuto solo per te. 

La Loggia insegna questo Amore che si chiama Fratellanza, ma solo il tempo ci dirà se siamo stati veri Fratelli e sarà il tempo degli orpelli dismessi quando saremo nudi, poveri soli. 

Solo allora sapremo veramente se abbiamo trasmesso Amore, perché al nostro fianco troveremo sicuramente ancora una volta, l'antico Fratello. 

                                                                               

AMORE E PSICHE 

VISTI CON GLI OCCHI DELLA NOSTRA GRAN MAESTRA  

Io e Amore ci siamo sempre rincorsi per una vita in un gioco continuo e seducente, quando io non riuscivo ad aprire il mio compasso... 

E rimanevo avvinghiata nelle spire mortali di Amore...

Quando poi, nel gioco delle parti mi son vista perdente, ho aperto finalmente il mio compasso, e da quel giorno Amore giace ai miei piedi ...




Fratellanza: è il più caldo abbraccio che si può dare o ricevere.

 

Libertà: è il più grande respiro dell’ uomo.


Uguaglianza: dovremmo chiamarla equità, sarebbe più corretto perché avere gli stessi diritti e gli stessi doveri è l’unica uguaglianza possibile.


* * * * *

PENSIERI DI ALCUNE NOSTRE SORELLE 

Vorrei iniziare citando Cicerone:      

La fratellanza o l'amicizia come la intendo io, riunisce tutte le cose che in natura e in tutto l'universo sono ferme e quelle che si muovono, mentre le discordie le disunisce. 
Ora vi chiederete che ha a che fare la fratellanza con la massoneria?  

 La massoneria nasce nel XVII sec come confraternita dai sani principi, con l'intenzione di accogliere e conservare ciò che ancora restava dagli antichi archivi dell'umano sapere!

Che cos'é dunque questa fratellanza massonica? È, in primo luogo, l'amicizia fra esseri umani che si sentono simili, sebbene siano assai diversi per carattere e per inclinazione spirituale.
Uniti da un sentimento di  solidarietà̀ ad uno di benevolenza; dal bisogno di raccontare di sé al desiderio di ascoltare l’altro; dalla necessità di rimanere in silenzio con atteggiamento passivo alla voglia di fare progetti per il futuro. “Il fratello” è comunque lì e, in qualche modo, vuole stare con te. Come tutti i grandi doni, la fratellanza non è una pianta che cresce da sola, ma una pianta che va coltivata e curata. Le sue radici vanno lontano, radicate nel cuore stesso di Dio. Nasce quindi da un atto di fede.È tempo di giungere alla conclusione della mia riflessione sulla fratellanza.
Dove mi ha condotto questa esplorazione di fratellanza? In una parola, potrei riassumere il percorso fatto con il termine “scelta”. È vero che all’inizio la relazione tra fratelli è una questione che non dipende dalla nostra decisione; diversamente dal rapporto coniugale o da quello amicale, ma la fratellanza non si sceglie: fratelli si nasce. E, noi, facciamo una scelta, ponderata e guidata da criteri radicati nel seno stesso della parola "Fratellanza". Durante il viaggio di questa vita sta a noi anticipare e pregustare quanto è bello camminare gomito a gomito solidali gli uni con gli altri, piangendo con chi piange, godendo con chi gode, arricchendoci a vicenda della diversità̀ di carattere e di talenti: un vero acconto di Paradiso. Concludo dicendo che la fratellanza unisce gli animi e i cuori così come un massone unisce gli strumenti per lavorare !!
Ho detto!

sr.: C.C.

 * * * * *

Evoluzione dei pensieri...


Libertà 

 L’idea di libertà attraversa tutta la storia della civiltà e del pensiero: il suo significato, in ogni epoca, si è rapportato al contesto umano, storico-sociale, culturale e politico.

Sarebbe riduttivo cercare di circoscrivere il senso in definizioni più o meno articolate e linguisticamente efficaci.

Nel linguaggio comune il termine assume anche una doppia valenza: in positivo indica l’agire volontario autonomo, sentito come diritto fondamentale della persona;

in negativo, invece, viene riferito ad azioni che rivelano mancanza di controllo, di ritegno e di rispetto verso gli altri; espressioni, queste, non di libero e ragionato volere, ma  dal prevalere di forze istintuali cieche ed irresponsabili che, al contrario, nel processo di conquista della libertà, vanno represse.

La libertà è, si, un diritto naturale di ogni uomo, ma per essere affermata va garantita e tutelata da uno stato giuridico e da un sistema di valori condiviso in ambito sociale.

Per Rousseau è una dote naturale che l’uomo possiede alla nascita, ma che poi perde vivendo in una società che lo rende schiavo con le sue regole ed imposizioni;

solo un processo educativo fondato sulla spontaneità naturale e sulla forza del sentimento può consentire una riconquista della libertà.

Kant ritiene che essa sia un postulato della ragione pratica, riferibile alla volontà morale che impone la legge a se stessa, autonomamente.

Fichte nega l’esistenza della libertà in se e per se: essa, invece deve essere conquistata giorno per giorno, confrontando ed interpretandola realtà con la propria ragione, perseguendo con tenacia la verità ed accogliendo ogni ragionevole dubbio altrui…

Egli, ancora, da un senso concreto al concetto di autonomia kantiana, definendo la libertà come realizzazione della vocazione spirituale di ogni uomo che la fa del proprio destino il principio della propria azione…

L’idea di libertà deve maturare nella coscienza individuale attraverso un processo di analisi della realtà in cui si vive e sulla scorta di valori etici soggettivi ed oggettivi, che sono alla base di ogni forma di convivenza civile.

In Massoneria “Edificare il proprio tempio interiore” vuol dire acquisire la consapevolezza del negativo che è in noi, per combatterlo, e di quanto c’è di positivo, da attivare per migliorarci ed elevarci spiritualmente ed intellettualmente;

vuol dire in concreto, prendere coscienza del Bene e del Male ed assumere tali idee come categorie di pensiero nel nostro agire quotidiano.

Solo così si maturano le capacità per l’esercizio autonomo della volontà, che è sinonimo di libertà interiore, cioè libertà di arbitrio che ci rende capaci di scelte personali responsabili e rispettose della libertà altrui.

L’idea di libertà che la Massoneria vuole far nascere o affinare nella coscienza dei suoi iniziati è quella di libertà interiore, intesa come predisposizione spirituale a non accettare l’imposizione di dogmi di qualsiasi natura ed a rifiutare pregiudizi e stereotipi mentali, che non consentono alla persona di esercitare la facoltà di giudizio sulla base delle proprie reali convinzioni e non per acritica accettazione delle opinioni altrui, solo perché queste coincidono con quelle della maggioranza.

Tutto ciò sostanzia il presupposto morale richiesto per essere accettati in Massoneria: “Essere liberi e di buoni costumi”. Solo chi è veramente libero ricerca la verità; vuole conoscere e prendere decisioni autonome; dettate, cioè, dal proprio discernimento e dalla obiettiva considerazione della realtà dei fatti. Sa anche che la conoscenza non è definita per sempre, ma che è suscettibile di rettifica e arricchimento, alla luce di nuove scoperte di pensiero e di cambiamenti che il trascorrere del tempo determina nella società.

Colui che ha mente libera da pregiudizi sa bene che ogni verità è parziale e modificabile a sa pure che il primo segno di libertà spirituale risiede nella disponibilità ad esaminare con umiltà le nuove idee ed a confrontarsi con coloro che manifestano opinioni diverse dalle sue.

È proprio questa la libertà che va ricercata e conquistata, per resistere alla pressione dei falsi miti ed ai condizionamenti di varia natura che provengono dalla vita e dal contesto sociale.

È un lavoro lungo e faticoso su se stessi, fatto anche di sopportazione e rinuncia, da svolgere nella propria coscienza; esso diventa il presupposto unico perché si attuino i principi di Tolleranza, Uguaglianza e Fratellanza, valori universali sui quali si fonda l’istituzione massonica;

i soli, oggi, che possano dare sostegno in una società come la nostra, in cui la smania di potere e la conquista di beni materiali sembrano costituire gli unici traguardi della vita.

Ho detto...

Sr. O.P.

 


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