lettera aperta ad un'amica seriamente interessata alla Massoneria

 

...In massoneria si entra per ricevere la Luce,
Ma anche e soprattutto per dare luce
all’umanità Sofferente e per collaborare in
unione fraterna alla Costruzione del Tempio
secondo il disegno del G:.A:.D:.U:.

 

Carissima,

vorrei poter soddisfare con questa lettera aperta le esigenze di notizie sulla Libera Muratoria Femminile della quale so che tu hai solo sentito parlare, in termini decisamente diversi e spesso contraddittori. Non si tratta certo di un compito facile, credimi, ed io non posso che offrirti quel poco di cui dispongo, ovvero come ho interpretato il modo di concepire questa Fratellanza universale al femminile che ho fatto mio, attraverso una lunga gestazione che dura ormai da vari lustri di militanza nell’Istituzione massonica.

Le strade che conducono alla Massoneria sono infinite, proprio come le vie del Signore, o come quelle che portano a Roma.
 
Per quanto mi riguarda fu proprio il mio coniuge, Massone convinto, che riuscì ad abbattere tutti quei pregiudizi che normalmente i “profani” (da fanum = sacro e pro = fuori) hanno nei confronti della Massoneria. E fu grazie al suo insegnamento che in me doveva germogliare quell’amore per la Libera Muratoria che in seguito non mi avrebbe più lasciata; divenni così Massone.
 
Come tu potrai ben comprendere, Carissima , anche per tua diretta esperienza familiare, non tutto quanto si trova nell’Istituzione muratoria è quell’oro zecchino che spesso ci si prefigura, o che, spesso in buona fede ci fanno intuire, anzi l’essere umano rimane purtroppo tale, anche se Massone.
 
Dopo tanti anni di militanza devo però anche ammettere che, nel frattempo, la nostra Obbedienza ha lievitato bene, si è liberata di tante scorie, ha vinto durissimi conflitti esterni ed interni, e sta diventando sempre più quella famiglia ordinata, moderna e pulita, per la quale ha operato un ristretto gruppo di Donne di buona volontà nel caotico guazzabuglio delle molteplici Obbedienze Miste in cui la Donna è , soltanto nelle buone intenzioni, equiparata all’Uomo ma che, nei fatti, rimane succube ed in posizione secondaria in netto contrasto e contraddizione con le conquiste conseguite dopo anni di lotte e sacrifici dal mondo femminile del cosiddetto mondo profano.
 
Oggi possiamo finalmente parlare di una impaziente Libera Muratoria Femminile di speranze, pronta e disponibile a svolgere un elevatissimo ruolo intellettuale e spirituale nella società contemporanea, ancora smarrita e bisognosa di guida.
 
Nelle nostre Logge militano molte giovani e meno giovani, tutte ansiose di prepararsi alla lotta per migliorare il mondo in cui viviamo ed operiamo, al di sopra ed al di fuori delle idee preconfezionate, dalle morali inscatolate, dai pregiudizi e dalle superstizioni, nonché da taluni concetti o preconcetti ormai mummificati. Operando in sintonia, le prime con l’entusiasmo ed il vigore dell’età e le seconde con la saggezza che solo l’esperienza della vita può dare, intendono verificare e confrontare ogni idea, per poi scartarla senza esitazioni qualora questa non regga alla verifica ed al controllo, proprio come l’industria scarta i pezzi mal riusciti. Ma è con le idee che accettano, che esse lavorano poi alla costruzione di un mondo nuovo, con l’entusiasmo travolgente che, a prescindere dall’età, trionfa anche sullo scetticismo, sulle diffidenze e sule incertezze esistenti.
 
Come puoi constatare, Carissima Amica, hai già avuto modo di intravedere uno o più scopi, una ragione d’essere, una necessari età di questa particolare associazione, che ai nostri giorni soltanto i male informati ritengono essere inutile, vuota e superata.
 
Ma ritorniamo allo scopo che questo messaggio intende perseguire e, tentando di procedere con l’ordine imposto dalla serietà e dall’onestà di entrambe, procediamo alla sufficientemente chiara esposizione del nostro operare…per tanto ti invito a seguire la lettura nelle pagine che seguono.
 
                                                                  La Gran Maestra               
                                                   Elisabetta F. Porchia