granloggiascozzesefemminil
Home
Gran Maestra
Lettera della G .°. M .°.
Il nostro Tempio
In ricordo della Sorella Titty
...a tutti i Fratelli e le Sorelle
L'amore
Principi Massonici
Pensieri...
Biblioteca
News
Foto e Multimedia
Contatti
 
 

KRONOS

Quanta strada si è fatta, quanto impegno profuso all’edificazione del Tempio universale; quanti obiettivi raggiunti e mai sperati. Eppure, la tenacia, la volontà, la perseveranza ed i sani principi di poche donne che unite da comuni e nobili intenti hanno fortemente voluto che quell’obiettivo si raggiungesse.

Oggi è una realtà conclamata, accettata dai più, rifiutata da alcuni, spesso solo temuta, la Massoneria al femminile rappresenta l’avamposto di una battaglia vinta in partenza, non con l’arroganza di chi dice “volevo quella cosa e me la sono presa” , ma con la consapevolezza che nel momento in cui si parla di principi, di valori e di regole di vita, non ce ne sono di giuste per gli uomini e di sbagliate per le donne.

Ancora oggi qualche persona poco “illuminata” pone anche degli altri interrogativi soprattutto sulla regolarità o meno della Gran Loggia Scozzese Femminile; Obbedienza riconosciuta, ma da cosa si attesta il riconoscimento di qualcosa se non dalla regolarità dei lavori loggiali? Dopo dieci anni di lavori, attestati di stima e di apprezzamento conclusi in importanti protocolli di amicizia, apparizioni nel sociale e momenti culturali molto vissuti, noi Sorelle non abbiamo bisogno nemmeno di rispondere a tali provocazioni.

I tempi sono cambiati, seppur ricordando sempre con lucidità che i Fratelli Massoni hanno fatto la storia moderna con tutte le conquiste raggiunte, pur riconoscendo a loro che il nostro attestarci è possibile anche grazie alle loro lotte, siamo qui a delineare come, i mutamenti della società, hanno generato nella donna la volontà di esprimere se stessa attraverso il lavoro, le conquiste sociali e, tra queste, anche il voler essere Massone, continuando a vivere rispettando ed assecondando la propria natura femminile, non disconoscendola.

Risolvere questi conflitti è possibile solo attraverso la disamina profonda effettuata da coloro che condividono tali posizioni. È infatti anche da queste esigenze che sorgono Logge esclusivamente femminili, che portano al raggiungimento del nostro obiettivo:  la costituzione della Gran Loggia Scozzese Femminile.

Siamo consapevoli che tale fondazione non pone certamente fine alla diatriba donne si o donne no in Massoneria, ma sicuramente le va riconosciuto il merito di aver ridotto la polemica.

Anche analizzare il trinomio Libertà-Fratellanza-Uguaglianza può aiutarci ad attutire tali polemiche perché è indubbio che sia più facile da attuare dalla Massoneria Femminile perché noi in primis abbiamo superato gli ostacoli a cui questo motto inneggia: siamo “libere” perché abbiamo scelto la difficile via dell’autonomia, che malgrado tutto non rappresenta una negazione del secolare percorso dell’uomo in Massoneria, anzi, è certamente un voler calcare le orme del passato che tanti Fratelli hanno fatto si che siano a noi familiari; ma allo stesso tempo, tali orme di stivali maschili, difficilmente potevano contenere le chanel femminili, quindi si è resa necessaria l’autonomia e la libertà mentale; la “fratellanza”  che le Donne riescono a testimoniare con il loro forte senso di appartenenza è testimoniata dai rapporti duraturi e leali che contraddistinguono le donne libere e di sani costumi, anche nei confronti dei Fratelli, ai quali riserviamo sempre una stima ed una cordialità sincera perché consapevoli di provenire da una loro costola; l’ “uguaglianza” invece ha per noi una connotazione diversa, abbiamo ragione di dire che “uguale” non significa “egualmente”, infatti l’interpretazione che noi diamo al valore dell’uguaglianza è che in effetti si deve riconoscere ad ognuno pari dignità, uguali possibilità nel rispetto della diversità reciproca; le Donne non sono uguali agli Uomini e viceversa, meritano solo le stesse valutazioni senza preconcetti o stereotipi.

L’uguaglianza è, quindi, solo una questione di opportunità e non di reali impedimenti, infatti i principi massonici non hanno mai realmente escluso il femminino, non lo hanno escluso dai Templi nei quali la simbologia femminile prepondera, non lo hanno escluso nei rituali dai quali si evincono valori morali che cozzano con la misoginia.

Ma torniamo a noi, abbiamo fatto una lunga visita interiore all’interno della Terra, siamo partite dalle rive del Nilo, per intraprendere un’avventura che ci ha segnato, ci ha aiutato a capire noi stesse e a mettere in pratica quel precetto massonico che a nostro dire da la sensazione di essere molto femminile:

FAI AGLI ALTRI TUTTO IL BENE CHE VORRESTI VENISSE FATTO A TE…

È un precetto femminile perché quello che distingue noi Donne Massoni dai Fratelli Massoni è solo la diversa prospettiva da cui si guarda la vita; è una prospettiva di maggior pathos e di sentimenti estremi, infatti le donne o odiano o amano, ma non conoscono a volte le mezze misure.

Abbiamo navigato in acque scure aggiungendo comunque ogni giorno un tassello al nostro Tempio aggregando anime pure, iniziando e concedendo la Luce, tante figlie della Vedova… questo perigliare in questi dieci anni ci ha portato a raggiungere le sponde del Crati, Kratos significa “personificazione della forza” , la stessa con la quale continueremo a lavorare per erigere Templi alle virtù e scavare profonde e oscure prigioni al vizio per il bene dell’umanità in nome del Grande Architetto dell’Universo. 


Site Map